Cotone

Il cotone è una fibra naturale resistente e confortevole, ed è la più diffusa al mondo.

Questa fibra si può ricavare da sei diversi specie di pianta, tutte appartenenti a una più vasta famiglia (Gossypium) diffusa fin dall’antichità nel subcontinente indiano e nelle zone tropicali e subtropicali di Africa e America. Qui, veniva coltivato e lavorato già 4000 anni fa, arrivando in Europa pronto all’uso. Solo nel 1300, dopo la conquista della Spagna da parte degli Arabi, iniziarono a diffondersi anche da noi le tecniche per la coltivazione e la lavorazione del cotone. Infine, con la Rivoluzione Industriale Inglese del 1700, la lavorazione delle fibre tessili divenne più semplice e veloce e il cotone si impose come materiale fondamentale grazie alle sue eccellenti qualità e al costo contenuto.

La fibra del cotone deriva dalla bambagia soffice e bianca che fuoriesce da una capsula contenente i semi ormai maturi.  La raccolta del seme del cotone (e ovviamente della bambagia che lo avvolge) avviene per lo più meccanicamente, ma la raccolta manuale è ancora praticata per alcuni filati più pregiati, in quanto produce risultati migliori. Dopo la raccolta, i semi vengono essiccati tramite aria calda e seguono poi il processo di sgranatura in cui vengono separati dalle fibre della bambagia. A questo punto le fibre sono sottoposte al processo di cardatura, in cui le fibre troppo corte vengono rimosse, e le rimanenti sono sgrovigliate, distese e infine pettinate.

La fibra del cotone viene largamente usata in tutto il mondo per la produzione di tessuti morbidi e resistenti. Nel nostro laboratorio però, preferiamo sempre usare un filato misto (50% cotone e 50% lino), per conferire ai tessuti maggiore lucentezza e leggerezza.